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MPY - My Personal Yoga Milano

STHIRA SUKHAM ASANAM

  • Immagine del redattore: mypersonalyoga
    mypersonalyoga
  • 18 set 2019
  • Tempo di lettura: 1 min

Yoga Sutra II.46 "Alcuni hanno ritenuto che questo sutra volesse significare che qualsiasi posizione confortevole vada bene, ma se così fosse, avremmo boghasana, asana per il piacere, e non yogasana. Fin dal primo sutra Patanjali esige il più alto grado di attenzione per la perfezione. Tale disciplina e tale attenzione devono essere applicate alla pratica di ogni asana, per penetrare fin dalle più remote profondità del corpo. Se gli asana non sono eseguiti in questo modo diventano stagnanti e il praticante diviene un uomo malato (rogi) anzichè uno yogi. (...) Ciascuna asana ha cinque funzioni da adempiere: volitiva, conoscitiva, mentale, intellettuale e spirituale. L'azione volitiva è lo sforzo degli organi di azione. L'azione conoscitiva è la percezione dei risultati dell'azione. Quando le due sono fuse insieme, la facoltà discriminante della mente agisce per guidare gli organi di azione e di percezione a eseguire gli asana correttamente; si fa esperienza del flusso ritmico dell'energia e della consapevolezza uniformemente e senza interruzioni, in maniera centripeta e centrifuga attraverso i canali del corpo. Nelle cellule e nella mente si percepisce uno stato di gioia pura. Il corpo, la mente e l'anima, sono tutt'uno. Questa è la manifestazione di dharana (la concentrazione) e dhyana (la meditazione) nella pratica di un'asana. La spiegazione di Patanjali di dharana e dhyana nei sutra III.1-2 descrive perfettamente la corretta esecuzione di un'asana." (BKS Iyengar, Commento agli Yoga Sutra di Patanjali) 


 
 
 
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