SCOPRIRE ED EQUILIBRARE IDA E PINGALA NADI
- Fabio - My Personal Yoga
- 15 lug 2016
- Tempo di lettura: 4 min

Un allievo del poeta indiano Kabir un giorno chiese: "Kabir, dov'è Dio?". La risposta fu questa: "E' il respiro all'interno del respiro". Per capire la risposta di Kabir, abbiamo bisogno di guardare al di là della semplice componente fisica e meccanica del respiro, dell'ossigeno, dell'anidride carbonica, e di ogni altra molecola che va e viene nel nostro corpo ad ogni inspirazione ed espirazione. All'interno del respiro vi è Prana, l'energia vitale universale. Per chi pratica lo Yoga, la sfida è usare questa energia in modo che essa possa alimentare il proprio sviluppo fisico, mentale e spirituale. I primi maestri yogici studiarono i tanti modi in cui l'energia circola dentro di noi. Fra le loro teorie più importanti ci fu quella delle Nadi, la grande rete di canali di energia che rende ogni individuo un tutto integrato, consapevole, e vitale.
La parola sanscrita nadi deriva dalla radice "nad", che significa "flusso", "movimento", o "vibrazione". La parola stessa suggerisce la natura fondamentale di una Nadi: scorrere come l'acqua, trovare il percorso di minor resistenza e nutrire tutto ciò che attraversa nel suo percorso. Le nadi sono il nostro sistema di irrigazione energetica; in sostanza, ci tengono in vita. Secondo molti testi tantrici, il corpo umano contiene 72.000 nadi; alcune sono ampie e altre sono sottili come un filo. Quando questo sistema scorre liberamente, siamo vitali e sani; quando il sistema diventa debole o congestionato, lottiamo con la cattiva salute mentale e fisica. Le pratiche di Hatha Yoga sono così efficaci perché rafforzano il flusso di Prana nel nostro corpo e tonificano la corrente in modo da portare via gli ostacoli che bloccano il libero flusso di energia. Tre nadi sono di particolare interesse per lo Yogi.
Sushumna Nadi è il grande fiume del corpo, che va dalla base della colonna vertebrale alla sommità della testa, passando per ognuno dei sette chakra.
E' il canale attraverso il quale Kundalini Shakti si erge dalla sua origine nel Muladhara chakra verso la sua vera casa nel Sahasrara chakra, posto nella sommità della testa. Dal punto di vista del corpo sottile, Sushumna rappresenta il percorso verso l'illuminazione.
Ida e Pingala Nadi corrono a spirale intorno a Sushumna Nadi, simili alla doppia elica del nostro dna, e si incrociano in corrispondenza di ogni chakra. Alla fine, tutte e tre si incontrano presso Ajna Chakra posto in mezzo alle sopracciglia. Ida Nadi inizia e finisce sul lato sinistro della Sushumna, è considerata come lunare, fresca e si dice che controlli tutti i processi mentali e gli aspetti più femminili della nostra personalità. Il colore bianco è usato per rappresentare la qualità vibratoria sottile di Ida. Pingala Nadi è solare, inizia e finisce alla destra di Sushumna. E' calda e stimolante per natura, controlla i processi somatici vitali, e sovrintende gli aspetti più maschili della nostra personalità. Pingala è rappresentata dal colore rosso.
L'interazione tra Ida e Pingala corrisponde alla danza interna tra intuizione e razionalità, a coscienza e forza vitale, e agli emisferi destro e sinistro del cervello. Nella vita di tutti i giorni, una di queste nadi è dominante; anche se la predominanza si alterna nel corso della giornata, una Nadi tende a prevalere più spesso e per periodi più lunghi rispetto all'altra. Ciò si traduce in disequilibri di personalità, di comportamento e di salute. Le persone in cui prevale Ida sono lunari e creative, ma possono mancare dell'energia per sostenere una forte pratica yogica. Sono piene di potenzialità, ma senza sviluppare il loro lato Pingala non riusciranno mai a manifestare il proprio potenziale. Le persone in cui prevale Pingala hanno invece qualità solari: personalità e vitalità. Ma senza sviluppare il loro lato Ida, non potranno trovare la quiete, l'introspezione e la sensibilità necessaria per cedere alla grazia del risveglio spirituale.
Portare Ida e Pingala in equilibrio è un obiettivo importante dell'Hatha Yoga, così importante, infatti, che il termine "hatha" simboleggia proprio questo equilibrio. Anche se la parola hatha significa letteralmente "forte", essa è composta da hae tha, due mantra che hanno un significato arcano. Ha rappresenta le qualità solari e la forza vitale di Pingala; tha rappresenta la mente e le qualità lunari di Ida.
Alcuni insegnamenti di Yoga sostengono che, fintanto che Ida o Pingala predominano, Sushumna rimane chiusa e il potere della Kundalini si trova in sospeso.
Il metodo più potente di bilanciare Ida e Pingala è Nadi Shodhana, la respirazione a narici alternate (letteralmente in sanscrito significa "pulizia delle Nadi"). Questa pratica è efficace perché Ida è direttamente collegata alla narice sinistra, e Pingala alla destra. Un paio di cicli di questa tecnica Pranayama all'inizio e alla fine della pratica di Asana è un ottimo sistema per contribuire a ripristinare l'equilibrio tra le due nadi e per compensare gli eventuali squilibri che si possono essere involontariamente creati durante la pratica.
Oltre ad utilizzare Nadi Shodhana si possono usare gli Asana stessi come un metodo di bilanciamento Ida e Pingala. All'inizio della pratica ci si siede e si osserva il respiro per vedere quale narice - e di conseguenza quale nadi - è dominante. Se la narice sinistra domina, Ida prevale e si può quindi focalizzare la pratica su asana più tonificanti, come posizioni in piedi e inversioni, per coinvolgere e attivare Pingala Nadi. Se invece domina la narice destra, si lavorerà sull'energia calmante di asana in posizione seduta.
È possibile acquisire la consapevolezza di Ida e Pingala in qualsiasi momento della pratica, facendo una pausa tra due Asana e portando l'attenzione a quale Nadi domina in quel momento la respirazione. Si noterà una stretta correlazione tra lo stato mentale e la Nadi prevalente, e sarà possibile iniziare a identificare quale nadi attivare per creare uno stato di equilibrio fisico ed emotivo. (tratto da un articolo di James Bailey - www.yogajournal.com - 2007)