VRIKSASANA
- Fabio - My Personal Yoga
- 1 nov 2017
- Tempo di lettura: 1 min

sthira sukham asanam (Yoga Sutra II - 46)
La posizione deve essere stabile e confortevole, ci insegna Patanjali. Per arrivare alla connessione tra corpo-mente-cuore, serve stabilizzare il corpo, la respirazione e la mente in modo progressivo. Siamo in Asana quando, mantenendo la posizione, il corpo è ben stabile e si è pervasi da una sensazione di benessere. La stabilità non è limitata al solo corpo, anche il respiro deve essere stabile, calmo e regolare. Ma è soprattutto la stabilità della mente a far si che la pratica possa definirsi yoga piuttosto che ginnastica. Sthira è dunque la capacità di stabilirsi fermamente nella posizione, mantenendo l’attenzione al corpo e al respiro in modo costante per tutto il tempo in cui si mantiene la posizione. È una presenza costante all’interno del corpo, senza distrarsi da ciò che succede all’esterno e dai propri pensieri. Quando si riesce a mantenere un’attenzione continua e senza distrazioni a ciò che stiamo facendo, alla posizione in cui siamo, al nostro respiro, la mente si stabilisce nel corpo. Durante la pratica di asana si ricrea l’unità fra il corpo e la mente. E allora si sperimenta la seconda qualità, Sukha, cioè un’esperienza di benessere senza tensioni. E’ una sensazione di apertura, di espansione, di assenza di barriere e costrizioni. Obbiettivo di tutto ciò non è fare le posizioni alla perfezione, ma è riuscire a mantenere questa condizione di solidità e di dolcezza anche nella vita quotidiana, al di fuori della pratica yoga. Significa sviluppare la propria forza interiore, mantenendosi rilassati e disponibili verso gli altri.