BHUJAPIDASANA
- 3 mar 2019
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Lo Yoga ha il potere di sciogliere la rigidità degli schemi negativi e di risvegliare il corpo, la mente e il cuore a nuove possibilità. Non importa chi siamo o per quanto tempo siamo stati trincerati in comportamenti autodistruttivi; attraverso una pratica quotidiana dello Yoga possiamo diventare presenti alla nostra fondamentale bontà e alla bontà degli altri. La scienza tradizionale dello Yoga non pretende di essere semplice, veloce o facile da apprendere. Essa infatti prende in considerazione la realtà disordinata e spesso complessa di ciò che chiamiamo “essere umano” e l'altrettanto impegnativo tema della vita di tutti i giorni. Quello che lo Yoga offre è che chiunque può diventare pacifico, felice e libero mediante una pratica sincera, abile e coerente. Non importa chi sei o chi credi di essere. Non importa ciò che ti è successo in passato o dove ti trovi nel presente. Chiunque abbia l'intenzione di superare i pensieri ed i comportamenti auto-limitanti e auto-immobilizzanti può trovare la libertà attraverso questa pratica, a condizione di applicarsi con diligenza e se l'intenzione della pratica è indagare curiosamente nella nostra natura. Indipendentemente che tu sia un principiante o un praticante esperto, nel momento in cui ti immergi nella pratica dello Yoga, scoprirai che è essa stessa la ricompensa. La pace della mente e la libertà dalla paura sono tanto presenti quanto lo è la tua concentrazione. Questo cambiamento d'animo ha conseguenze immediate: inizi a provare un senso di pace nei confronti della vita e ti senti sempre più capace di adattarti ai cambiamenti. Sperimenti una nuova energia vitale influenza le tue relazioni a casa, al lavoro e nel mondo. Per ottenere la comprensione chiara di ciò dobbiamo usare come guida il percorso degli otto rami dell'Ashtanga Yoga proposto da Patanjali, un filosofo indiano del III secolo a.C. a cui è attribuito uno dei più grandi testi indiani, lo Yoga-Sutra, una raccolta di 196 aforismi che delineano otto sentieri per la pratica dello Yoga. I primi due, yama e niyama, i precetti etici per il retto vivere, agiscono come il nucleo intorno a cui da cui crescono gli altri rami. La pratica degli asana, delle posizioni fisiche, che è diventata tanto popolare negli ultimi anni, può influire profondamente su di noi solo quando praticata all'interno di questo contesto più ampio. Lo Yoga non è stare in equilibrio sulla testa ma stare invece saldamente e rettamente sui nostri piedi e le pratiche fisiche dello Yoga rimangono ginnastica meccanica fino a che non si realizza la nostra intenzione di tramutarle nel sistema per aprire la mente ed il cuore. I principi di yama e niyama sono il fondamento per vivere così ogni aspetto della nostra vita. Yoga è contemporaneamente uno stato di percezione purificata e la pratica associata necessaria a raggiungere questo chiaro modo di vedere. I due significati della parola ci danno un'idea dell'intimo legame tra lo sforzo richiesto per raggiungere la comprensione e l'imminenza di realizzare ciò che è già presente in noi. La maggior parte di noi trascorre inconsciamente molto del suo tempo e impiega tante delle sue energie in attività che portano alla sofferenza propria e altrui. Questa stessa energia, quando viene reindirizzata, può determinare un movimento verso la pace e ogni volta che pratichiamo, con ogni respiro e con ogni istante di concentrazione, l'obiettivo dello Yoga si realizza.


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