DUALISMO
- 3 mar 2019
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A dispetto del titolo, oggi non scrivo di Purusa e Prakrti come intesi dalla dottrina della Darshana Samkhya. Niente filosofia. Voglio invece esprimere, ancora una volta, il mio pensiero su alcune “deviazioni” che contaminano lo Yoga nella sua manifestazione più occidentale e commerciale e quindi sull’esistenza di due significati opposti riconducibili al termine Yoga.
Secondo lo Yoga classico il corpo è il veicolo perfetto per percorrere la strada della libertà o, usando una metafora, la nave stabile per attraversare l'oceano dell'esistenza. Lo Yoga trasforma il corpo in un veicolo affidabile e forte. E soprattutto lo Yoga non è solo Asana. Nello Yoga tradizionale lo scopo di Asana e delle sue tecniche è forgiare un corpo che non abbia bisogno di attenzioni costanti perché malato o dolorante o portatore di disagio. La malattia, il dolore e il disagio ci costringono ad confrontarci con il corpo e ad identificarci con esso in misura via via crescente. Andare spesso dal medico, eseguire accertamenti diagnostici, riempirsi quotidianamente di farmaci, renderà sempre più probabile che si sviluppi in noi l’idea di essere solo corpo. E senza la rinuncia a questa identificazione, la libertà spirituale, scopo ultimo di tutti i veri Yogi, non si può realizzare. Lo Yoga tende a eliminare l'identificazione della mente con il corpo: il corpo è semplicemente lì, funziona e ti sostiene perfettamente, è il contenitore e non deve chiedere continuamente di soddisfare i suoi bisogni.
Purtroppo questo concetto sembra estraneo a tanti degli stili dello Yoga moderno e commerciale. Certe proposte sono intese da chi insegna – con lo sguardo al business - e da chi pratica – con lo sguardo alla moda - come un metodo per modellare e abbellire il corpo, come si trattasse di una specie di fitness o di body building avente lo scopo esclusivo di soddisfare l’ego. Ultimamente i social network ridondano di offerte di “yoga” per scolpire gli addominali ed il fondoschiena, “yoga” festival, “yoga” nelle cantine vinicole o “yoga” sorseggiando una birra e tante altre proposte di “luminose e splendenti occasioni per creare energia”... Vedo immagini di insegnanti più o meno famose e più o (spesso) meno vestite, che, magari senza aver mai messo piede in India, “vantano” curricula formativi in confortevoli location e assurgono a “influencer” promuovendo prodotti dietetici, linee di abbigliamento tecnico e inutili accessori per la pratica. L’immagine del corpo fissato nell’asana estremo diviene uno strumento di marketing. Questo yoga moderno mi sembra condurre unicamente all’identificazione con l’immagine esteriore. Forse per questo migliaia di persone, curiosamente per la maggior parte donne, si sono avvicinate in questi anni alla pratica e lo hanno fatto senza avere la minima idea di cosa sia realmente lo Yoga?
Lo Yoga mira a realizzare l’unione in ciò che è eterno, infinito e immutabile, il Sé. Sarà inutile aver praticato questo “yoga” se quando diventeremo vecchi saremo comunque impauriti dall’idea che tutto ciò in cui ci siamo identificati durante la nostra vita, il nostro corpo, ci sta tradendo e sta morendo. E saremo sconvolti dal non sapere dove andremo, avendo come unica certezza che il nostro corpo è destinato a distruggersi dopo la sepoltura o la cremazione. Non troverai te stesso, il tuo vero e più intimo Essere, quello che non può essere distrutto dalla morte, semplicemente praticando Asana, magari insieme al tuo simpatico cane e con un bicchiere di birra in mano. Nessun testo classico attribuisce ad Asana il ruolo che lo “yoga” moderno vuole attribuirgli. Sfortunatamente tanti dei moderni “yogi”, e peggio ancora, alcuni dei loro insegnanti, spesso non conoscono la scienza dello Yoga e non hanno mai preso in mano nessuno dei testi classici. È della massima importanza che chiunque pratichi Yoga lo faccia conoscendo e studiando anche le scritture yogiche e si basi su di esse per coglierne il significato profondo e lo scopo ultimo. La pratica fisica è solo uno strumento, una preparazione e un fondamento per avventurarsi nei rami superiori dello Yoga.


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