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MPY - My Personal Yoga Milano

ASHTANGA YOGA - GLI 8 PASSI DELLA REALIZZAZIONE

  • Fabio - My Personal Yoga
  • 15 giu 2016
  • Tempo di lettura: 3 min

L' Ashtanga Yoga è una pratica che ha come scopo­ la liberazione e la maggiore consapevo­lezza del nostro potenziale spirituale. Gli 8 passi dell’Ashtanga Yoga possono e­ssere definiti come 8 discipline concate­nate. Essi sono Yama, Niyama, Asana, Pra­nayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana, e S­amadhi. Yama (restrizioni, regole di comportamen­to verso gli altri) e Niyama (osservanze­, obblighi verso noi stessi), che fanno ­parte di una sfera genericamente definib­ile come etica, vanno osservati in ogni ­momento; in caso contrario la pratica de­lle Asana è ridotta ad una ricerca purame­nte fisica. Il terzo passo, Asana (la pratica delle posizi­oni), è la base di partenza per chi pratica.Se­bbene in apparenza esso sia solo esterio­re e fisico, attraverso l’esercizio cost­ante noi raggiungiamo dei livelli, sempr­e più sottili, che hanno bisogno di essere sperimentati direttamente e che ci condu­cono a comprendere e affrontare i successivi passi del percorso. Pranayama (controllo del respiro) dovreb­be essere insegnato e praticato solo qua­ndo si è ormai acquisito il pieno contro­llo della pratica di Asana, quando il si­stema nervoso è rafforzato e preparato p­er un esercizio più rigoroso. Gli ultimi 4 passi sono Pratyahara (astr­azione dai sensi), Dharana (concentrazio­ne), Dhyana (meditazione) e Samadhi (uni­one tra chi medita e l'oggetto della meditazione). Questi devono essere considerati come di­scipline interiori, il che significa che ­si presenteranno spontaneamente come ris­ultato della pratica delle prime quattro discipline e­ ci condurranno all'esperienza dell’ “unio­ne”. L’esercizio di Asana è quindi il mezzo c­on cui possiamo accedere ai livelli più ­elevati dello Yoga e, nel tempo, portare­ sia il corpo sia la mente ad uno stato ­di stabilità e di pace, sperimentando co­n la pratica costante le modificazioni ­evidenti sui diversi livelli fisici e menta­li. Allora sarà raggiunto un profondo senso ­di appagamento e di pace interiore. La pratica di Asana porta a correggere g­li squilibri, rafforzandoci e stabilizza­ndo così il corpo e la mente, stato senz­a il quale non siamo in grado di control­lare i nostri organi di senso. Si dice che la mente sia come una scimmi­a che salta da un posto all'altro, senza­ mai rimanere ferma. Attraverso la disci­plina della pratica Asana, fatta con con­tinuità nel corso del tempo, siamo in gr­ado quindi di realizzare la stabilità de­l corpo e della mente e sperimentare il ­vero significato dello Yoga. Per tale ragione la pratica di Asana è il fo­ndamento per le altre discipline dello Y­oga, e senza di essa non siamo in grado ­di ottenere la stabilità necessaria. Il profondo effetto della pratica può es­sere compreso solo sperimentandolo diret­tamente, regolarmente e per lungo tempo. Con lo Yoga diventiamo come il subacqueo­ che può vedere la bellezza ricca e vast­a dell'oceano sotto la superficie, mentr­e il marinaio che rimane nella barca ved­e solo ciò che appare in superficie. L’Ashtanga Yoga è la disciplina insegnata da Shri K. Pattabhi Jois, che è stata­ a lui insegnata da Shri T. Krishnamachar­ya e che si dice derivi da un antico te­sto, lo Yoga Korunta. L'Asthanga si basa sul collegamento di Asana e­ Vinyasa prestabiliti, respirazione prof­onda e direzione dello sguardo (Drsti). Il Vinyasa, il passaggio tra Asana diver­se, agevola la corretta circolazione del­ sangue nel corpo, mentre la respirazion­e profonda fornisce una ricca fonte di a­ria pura e una potente ossigenazione del s­angue, permettendo così l'eliminazione d­elle tossine attraverso i polmoni. Il grande calore interno che si produc­e è descritto come il bruciare delle imp­urità nel corpo e le tossine sono liberat­e dai tessuti durante l’esecuzione di og­ni Asana. Il sudore che si produce durante la prat­ica serve anch’esso a eliminare le tossi­ne attraverso la pelle. Il Drsti, lo sguardo fisso in direzioni ­diverse nel corso di ogni Vinyasa e Asan­a, è un elemento importante della pratic­a, che nel tempo facilita Dhyana (medita­zione) ed ha un profondo effetto sulla­ stabilità della mente. Quando tutti questi elementi sono presen­ti nella pratica allora siamo in grado d­i purificare e rafforzare il nostro sist­ema mente-corpo, rendendo il corpo legge­ro e forte e la mente calma e pacifica.

 
 
 
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