GANDABHERUNDASANA
- 3 mar 2018
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“La pratica dello Yoga ci offre l’opportunità di sperimentare i suoi molti differenti significati. Lo Yoga è il movimento da un punto verso l’altro che era al di là della nostra portata. È un progresso. Non ha importanza se questo spostamento avvenga attraversa la pratica di asana, attraverso lo studio, la lettura o la meditazione. È comunque sempre Yoga.” K.V. Desikachar
Gandabherundasana è questo: immaginate di avere contemporaneamente le braccia di Chaturanga e l’inarcamento di Urdhvamukhasvanasana e poi ruotate il tutto verso l’alto, vincendo la gravità.
Spesso nella pratica incontriamo le stesse posture del corpo che ruotano su diversi assi: soltanto nella prima serie Ashtanga abbiamo Utthitahastapadangusthasana e Suptapadangusthasana, Ardhabaddhapadangusthasana e Ardhabaddhapadmapaschimottanasana, Paschimottanasana e Urdhvamukhapaschimottansana, Upavisthakonasana A e B, Urdhvapadmasana e Padmasana.
Senza averne all’inizio una percezione immediata e razionale, si realizza il superamento della propriocezione statica e, insieme, della convinzione che esista un unico posizionamento possibile del corpo fisico nello spazio. Potremmo dire che non è più lo spazio esterno a costringerci ad adattarci ad esso, ma siamo noi ad influenzare dall'interno lo spazio intorno a noi. Automaticamente migliora la nostra capacità di reagire agli stimoli esterni tendenti ad alterare il nostro radicamento nello spazio; e quando, con l’approfondimento della pratica, prendiamo piena coscienza di tutto ciò portiamo questa stabilità e questo equilibrio dal piano puramente fisico a quello più elevato della mente, compiendo un ulteriore passo verso l’apprendimento del concetto di unicità tra spirito e corpo.


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